Journal of Seventeenth-Century Music, volume 9 (2003) no. 1
http://www.sscm-jscm.org/v9/no1/chiarelli.html
ISSN: 1089-747X


Francesca Chiarelli
Before and After: Ottavio Rinuccini’s Mascherate and Their Relationship to the Operatic Libretto

Appendix 3
Excerpt from Angelo Solerti, Musica, ballo e drammatica alla corte Medicea dal 1600 al 1637: Notizie tratte da un Diario con appendice di testi inediti e rari (Florence: Bemporad & Figlio, 1905; reprints, New York: Benjamin Blom, 1968; and Bologna: Forni, 1969), pp. 73–74

… venuto le 22 ore S.A.S. per dare un poco di gusto alla detta sposa andorno su di sopra nella sala delle Commedie solita dove era le gentildonne, per fare festino del ballare, et vi era la residenza in mezzo della sala dove stette a sedere la ser.ma Arciduchessa et da mano manca S.A.S. et da man ritta la sposa, et poi la ducessa [sic] Sforza; et davanti alla ser.ma Arciducessa [sic] v’era le due principessine minore sorelle di S.A.S. a sedere un poco più basso; et tutti gli altri signori stettero ritti; et in sur un palco segreto ben turato v’era Madama ser.ma con le due principesse grande et le dame; in sur un altro palco v’era il Nunzio et il Residente di Venezia. Dove levato mano al ballare si dette principio a un ballo fatto da paggi di S.A.S., composto da messer Agniolo [sic] Ricci , di camera di S.A.S., in questa maniera. Erano otto Ninfe dette di Senna, vestite di teletta d’oro et scarnatino et di telette d’argento et acqua di mare, con trine d’oro alla divisa, con veliere scarnatine e d’oro; con cuffi bellissimi pieni di perle et gioie: et venivano in sur un carro tirato da due delfini in mare, che rappresentava Livorno, con tutte le sue torre et fanale et fortezza et galere et nave, fatte al naturale; et in detto carro fra le Ninfe v’era la Senna vestita regalmente di telette d’oro et d’argento con belli colori et veliere simile in testa; et veniva cantando. Et apparve Nettuno dio del mare, con e’ Tritoni, et cantorno in musica in lode delle felicissime nozze: et scesero dal carro et vennero giù davanti all’Altezze loro et fecero un bellissimo ballo suddetto, et durò questa opera ½ ora. Poi fu calato la tela et coperto la prospettiva.

Et in questo stante venne una grandissima colazione di confetti et confetture nobilissima; fu portata dal Principe Don Francesco et Principe Don Lorenzo, poi dal cavaliere Giancosimo, scalco di S.A.S., et poi da’ gentiluomini della corte et da’ paggi di S.A.S.: et furno numero dugento tazze, et si dette a’ principi, poi alle gentildonne.

Et finito la colazione si cominciò di nuovo il festino del ballare per un’ora: poi di nuovo apertasi la prospettiva, si vedde [sic] la medesima prospettiva, dove apparve amore Cupido, con arco e sajeta, fuggitivo, et cantò in musica molti be’ versi, i quali non si scrivono perché sono alla stampa. Furno composti dal sig.r Ottavio Rinuccini gentiluomo fiorentino.

Finito Amore, passò due barche di passeggieri et si riscontrorno et si salutorno cantando in musica: et v’era uno che pescava a cannetta et pigliava molti pesci vivi che faceva meravigliosa vista. Et fatto questo, di nuovo si calò la tela et di nuovo si cominciò a ballare per ispazio di un’ora: poi si dette fine al festino et ciascheduno fu licenziato et si riaccompagnò la sposa alle sue stanze, et magniorno [sic] da loro, et S.A. andò a cena alle sue stanze, et così finirno [sic] le nozze.

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