Journal of Seventeenth-Century Music, volume 9 (2003) no. 1
http://www.sscm-jscm.org/v9/no1/mamone.html
ISSN: 1089-747X

Sara Mamone
Most Serene Brothers-Princes-Impresarios: Theater in Florence under the Management and Protection of Mattias, Giovan Carlo, and Leopoldo de’ Medici

Document 12
Letter from Mattias de’ Medici, 6 January 1650 (I-Fas Mediceo del Principato, 5500, ff. 375r–376r)

Serenissimo Signor mio fratello Ossequentissimo:

Dalle tre lettere ch’ io mando qui aggiunte a Vostra Altezza, vedrà ella l’ instanza del Signor Abbate Grimani per avervi l’ Anna Maria a certe sue commedie musicali, per cantare conforme a che ella gli ha promesso, et la ripugnanza che vi ha Francesco Guicciardini in acconsentire che ella vi vada. Avendo ella dato parola ad un Cavaliere non può il Guicciardini impedire che ella la sodisfaccia, senza offendere l’ istesso cavaliere, né li suffragherebbe il dire che ella vuole entrare in monastero per monacarsi, perché, quando pure ella vi entri, è verisimile che elal ne uscirà anche ben presto et allora, al più tardi, si verrebbe all’atto dell’ingiuria verso il Grimani. Non tanto dunque per dar gusto a questo, ancorché lo desiderassi per esser Cavaliere di portata, amico mio, et da far di buono ad un bisogno, quanto per sottrarre il Guicciardini da una inimicizia simile, avendo io discorso di questo fatto al Serenissimo Granduca, propongo, con l’intera approvazione di Sua Altezza, questi due espedienti: o che l’Anna Maria vada a Venezia per adempir la promessa, secura di ricevervi, non pure i trattamenti pattuiti, ma molto maggiori ancora, per la generosità dell’animo del Grimani, o entri nel monasterio immediatamente, ma per monacarsi senza gran dilazione, o vero per non ne aver a uscire senza il beneplacito del Granduca. E se in riguardo di questo, che porta seco la separazione, sentisse avversione il Guicciardini, onde più inclinasse a quello dell’andare a venezia, ma pure in questo avesse qualche sentimento per timenze amorose, potrebbe Vostra Altezza assicuarlo, non tanto in parola del grimani, quanto nella mia ancora, che non sarebbe per farseli alcuno oltraggio, anzi ogni cortese, onorevole et utile trattamento. E se pure anche in ciò il medesimo Guicciardini non vedesse ben chiaro, potrebbe infine proporseli che ancor egli andasse a venezia, sicuro che sarebbe spettatore de’ procedimenti urbani verso l’Anna maria, et considerato egli stsso per gentilomo da esser rispettato, quando eleggesse di darsi a conoscere et praticare liberamente col Signor Grimani et con tutti. A persuadersi un innamorato geloso, non stimandosi sufficienti la foza delle ragioni de’ suddetti proponimenti, ho creduto, con l’assenso del Granduca, che si debba far ricorso a quella dell’autorità di Vostra Altezza. Io la prego dunqu affettuosamente a restar servita di chiamare a sé il Guicciardini, et metter opra, com’ ella saprà et potrà ben fare,a cciò egli abbia a venire in uno de’ suddetti due partiti. E secondo quello nel quale si fermerà, prego ancora Voistra Altezza a contentarsi di ordinare a qualcuno di cotesti signori che distenda sopra il mio bianco firmato la risposta da farsi al signor Grimani, con mira di fargli constare che ho cercato di servirlo, o col fare andare l’ Anna Maria a Venezia, o col mortificarsi il Guicciardini nel riunchiuderla in un monasterio, senza libertà in lui di di poterla cavare qualdo volessi. E veramente dovremo tutti premere in farla andare a Venezia, perché ella l’ ha promesso, perché il Grimani ha fatto già la spesa, et grande, perché si fa piacere ad un amico caro, et perché finalmente si fa amorevolezza al Guicciardino, con non lasciarlo cadere in una inimicizia molto grande. Sopra l’altro bianco firmato potrà farsi risposta al Zati, consimile a quella pr il Grimani. E al Guicciardino scrivo io solamente, che Vostra Altezza lo chiamerà et che però debba disporsi ad acconsentir volentieri agli amorevoli proponimenti dell’Altezza Vostra, che saranno conformi allaprudenza, al termine di Cavaliere, et al suo bene, et bacio a Vostra Altezza affettuosamente le mani.

Di Pisa, 6 Gennaio 1650
Di Vostra Altezza

Formate che saranno le isposte per Venezia, voglia Vostra Altezza farle spedire per staffetta al Residente Zati, per mostrare al Grimani la prontezza d’animo mio in farli cosa grata in qualunque occasione che me ne porga.

All’ Abbate Grimani do dell’ illustrissimo et parimenti al Zati, usando io tal trattamento con tutti i gentilomini Residenti del Duca. Vostra Altezza averà anche la lettera per il Guicciardini a sigillo in falso.
Il Principe Mattias.

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